Omaggio a Ben Rivers | Pesaro Film Fest 2008

Ah, Liberty!

Nell’ambito della sezione “Bande à part” della 44a Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro ho curato e presentato un breve programma dedicato ai cortometraggi del filmmaker inglese Ben Rivers, artigiano del 16mm, i cui film, sospesi tra documentario e sperimentazione, evocano il cinema delle origini. Di seguito i film selezionati, più sotto qualche link per saperne di più su Ben e il suo lavoro.

Ah, Liberty! 16mm, 20’, 2008
Un luogo di famiglia in un’area selvaggia – vivere, lavorare, giocare in una fattoria, mentre passano le stagioni; animali e bambini allevati all’aperto, cianfrusaglie e natura, tutto nel più sublime dei paesaggi. Il lavoro punta a un senso di libertà, la cui portata è riflessa nel formato Scope lavorato a mano. Non c’è una storia particolare, con un inizio, uno sviluppo o una fine, solo frammenti di vite vissute.

House 16mm, 5’, 2005
La vecchia casa buia, dove rimangono solo i frammenti di una storia domestica un tempo animata, che porta in sé una storia di film horror. Interni in rovina. Pareti macchiate e scrostate, mobili dimenticati. Lenzuola piene di polvere su assi del pavimento marce. Finestre in frantumi. Il processo nella sequenza dell’abbandono, della decadenza e del rinnovamento. Cercando all’interno di questo paesaggio segni di storie ricordate a metà; producendo ossessivamente modelli per reimmaginare i residui barricati e in lenta decomposizione di una casa.

The Coming Race 16mm, 5’, 2007
Un film in cui migliaia di persone scalano un terreno roccioso in montagna. La destinazione e lo scopo della loro salita rimangono ignoti. Un vago, misterioso e inquietante pellegrinaggio denso di intenzioni sconosciute. Il titolo The Coming Race è tratto da un romanzo vittoriano di E.G.E. Bulwer-Lytton, pubblicato nel 1870, che racconta di una etnia superiore sotterranea che vive sotto una montagna – che al tempo era creduta da alcuni cosa certa e reale.

This Is My Land 16mm, 14’, 2006
Un ritratto realizzato a mano di Jake Williams, che vive da solo a poche miglia dalla foresta di Aberdeenshire, in Scozia. Jake ha sempre diversi lavori da sbrigare in qualsiasi momento, trova un uso per tutto, è un esperto suonatore di mandolino, e tiene rifiuti domestici organici accumulati in parecchi anni. Ha un diverso senso del tempo rispetto a molte persone del XXI secolo, il che trova esplicitamente espressione nella sua idea di creare siepi fatte di beccatoi per uccelli. Mi ha colpito che ci fossero analogie nel nostro modo di lavorare: io ho provato a fare affidamento solo su me stesso per quanto possibile, prendendo le distanze dall’idea di attività industriale, e la vita di Jake e il suo giardino sono per molti aspetti simili – lui è in grado di provvedere al suo sostentamento grazie a quello che produce e quindi ha non ha bisogno di molto dagli altri. Per Jake questo non ha a che fare con la nostalgia di qualche prezioso passato pre-elettrico, ma molto di più, con un futuro estremamente reale.

The Coming Race

Pesaro 44 – Omaggio a Ben Rivers di Simone Isola, Close-up.it
→ Su YouTube l’incontro con Ben Rivers a Pesaro: I parte, II parte
An interview with artist Ben Rivers by William Rose, Vertigo Magazine

NB: Questo articolo fa riferimento a un evento precedente all’apertura di questo blog

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